danielelussana, insieme

insieme perché solo con il confronto e il dialogo riusciremo a trasformare la nostra delusione e la nostra rabbia in qualcosa che ci avvicini alla realizzazione delle nostre speranze…

…il voto è sempre utile…

voto-urna

Se fossimo in presenza di due grandi partiti (modello USA per intenderci) e di 3, 4 partiti al 4, 5% il termine “voto utile”, inteso come tentativo di evitare che si disperdano troppo i consensi a favore della “galassia” dei cosiddetti partitini al fine di garantire una “governabilità” e quindi numeri certi nelle due camere, avrebbe un senso, anche se a me piace pensare che OGNI VOTO inteso come volontà dell’elettore sia di per se utile, anche per una lista all’1%, d’altra parte, a mio avviso, è colpa dei “partitoni” se in Italia il progetto “bipolare” è naufragato, mica dei Pannella di turno.

Nella situazione in cui ci troviamo oggi, citando “grossolanamente” una media degli ultimi sondaggi, con un partito al 28% (Pd), uno al 20% (PdL), uno al 15% (M5S), uno al 12% (Lista Monti), almeno tre al 4,5% (Riv. Civile, Lega Nord e Fare di Giannino) le cose cambiano.

Quali sono in questo caso “i partitini”? Chi è “l’inutile”?

(Un partito al 3% facendo un calcolo, anche questo grossolanamente, potrebbe corrispondere a circa 1.000.000 di voti, tanto per capirci.)

Dato che sappiamo che in ogni caso, se i sondaggi fossero aderenti (più o meno) ai risultati, servirà un confronto post-voto per determinare una maggioranza che riesca a sostenere l’attività del Governo senza “incapparsi” ogni settimana (vedi L’Unione di Prodi per esempio) e soprattutto vista la delicata situazione del Senato, l’unico voto utile dovrebbe essere quello dato secondo coscienza e dopo un’attenta analisi da parte dell’elettore che questa volta NON SI PUO’ permettere di fermarsi agli slogan e alle promesse “rumorose” del candidato di turno.

Se per “voto utile” si intende invece che i partiti sotto il 20% non contano nulla (e con essi i rispettivi elettorati) allora vuol dire che la considerazione che hanno i partiti degli italiani è da considerarsi veramente impalpabile, cosa che viste le uscite dei vari leader i quali si cimentano (ancora una volta) nella gara “A chi la spara più grossa” è già nella convinzione di molti.

Queste elezioni potevano essere l’occasione per una svolta nella politica italiana, non parlo solo di facce nuove o giovani (non per forza garanzia di migliore qualità) ma di nuovi “comportamenti”, nuovi “atteggiamenti”, ahimè (e ahinoi) questo cambiamento (che sta nella bocca di tutti i principali competitors) stenta ad arrivare.

Agli italiani l’ardua sentenza… e che poi non si lamentino se poi nulla è (ancora) cambiato.

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Questa voce è stata pubblicata il 7 febbraio 2013 da in opinioni con tag , , , , , , , , .

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