danielelussana, insieme

insieme perché solo con il confronto e il dialogo riusciremo a trasformare la nostra delusione e la nostra rabbia in qualcosa che ci avvicini alla realizzazione delle nostre speranze…

…camere vuote…

da bergamo.corriere.it: Gennaio 2013 evidenzia una flessione degli indici di performance alberghiera in alcune delle principali piazze italiane rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’Osservatorio dell’Associazione italiana Confindustria Alberghi segnala, relativamente al tasso di occupazione delle camere, valori fortemente negativi nella città di Bergamo (-11,2%), Verona (-9,2%) e Torino (-7,5%). Unica città in forte controtendenza Napoli che, però, si confronta con un dato particolarmente critico come quello dovuto dalla crisi dei rifiuti del passato. Anche il fatturato generato per camera(RevPar), mostra evidenti flessioni soprattutto a Verona (-19,3%), Bergamo (-16,4%), Genova (-12,5%), Torino (-6,9%) e Milano (-2,3%) mentre si mantengono costanti i risultati delle altre piazze italiane. 12/03/2013

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In Italia, purtroppo si sa, non riusciamo a “far fruttare” il nostro patrimonio artistico, naturale e culturale e i dati dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Alberghi di Confindustria, citati nell’articolo, non ci devono sorprendere più di tanto dal momento che questo calo delle presenze turistiche è un processo che dura da anni, sotto lo sguardo, talvolta  cieco, delle Istituzioni.

Città come Bergamo, Verona, Genova, Torino e Milano, e mi fermo su quelle citate nell’articolo, che vedono calare i propri visitatori non possono che fare rabbia a chi questi posti li conosce e li abita. Li apprezza.

Ma le Istituzioni locali cosa intendono fare per arginare questa tendenza?

Perchè se è vero che i primi a soffrire di questo cali sono gli albergatori è anche vero che a soffrire, forse ancor di più, sono quelle attività commerciali che vanno avanti, nonostante la crisi, grazie ai flussi turistici. E questi non sono solo negozietti di souvenir ma anche botteghe (le poche rimaste) artigiane e d’arte. Non sono proprio questi quei “bottegai”, quei detentori e testimoni della nostra tradizione e della nostra cultura che tutti, almeno in campagna elettorale, dicevano e dicono di voler aiutare?

Qualche anno fa sono stato ospite in un convegno internazionale del “settore hospitality”. Si svolse a Roma, alla presenza di centinaia di operatori, a vario titolo, del settore. Il tema, manco a dirlo, fu lo stato dell’offerta ricettiva in Italia.

C’erano gli amministratori delle più importanti catene internazionali, i rappresentanti dei piccoli gruppi nazionali, i rappresentanti delle società che fanno consulenze a questi gruppi, i tour operator, alcuni rappresentanti del mondo agro-alimentare e enologico, persino le aziende che curano e forniscono gli arredamenti per gli alberghi e le cose che mi hanno più colpito, sentendo parlare in conferenza i “capi” delle “major alberghiere”, sono state essenzialmente due. La prima riguarda un problema cronico italiano, che si declina – ahinoi – su molti settori della vita sociale e produttiva del paese: la burocrazia e il rapporto con le Istituzioni e la Magistratura. La lentezza e la complessità dei processi burocratici e giudiziari italiani non fanno altro che scoraggiare i gruppi e gli investitori stranieri che una volta “tastato il terreno” migrano su altri lidi più “accoglienti”. Risultato: gli investitori vanno altrove (investono altrove) e alimentano un indotto altrove.

La seconda cosa che mi ha colpito è questa: nonostante le cifre assurdamente alte spese da Regioni ed altri enti nel mondo per “promozionare” le nostre bellezze pare non ci sia un ritorno, un risultato tangibile di questi sforzi. Allora la domanda che mi pongo è la seguente: Non è che “sbagliamo” anche oltre-frontiera a spendere i nostri soldi?

bergamo2008-68Non riuscire a vendere bene il “prodotto Italia” è un’impresa difficile di per se.  Forse la “colpa” non è solo delle Istituzioni, o meglio è loro ma forse è sbagliato proprio l’approccio, sono sbagliati gli attori, la mission. Forse coinvolgendo tutte le realtà operanti nel settore, partendo dalla bottega, passando per le Associazioni di categoria e arrivando alle banche e agli imprenditori si potrebbero ridisegnare le linee e le strategia che non lascino il cerino (e il portafoglio) in mano solo alle Istituzioni che hanno dimostrato, aldilà dei colori, di non essere pienamente in grado, almeno per ora, di assolvere a questo compito di promozione. Bisogna su questi temi, essenziali per la nostra economia e troppo spesso relegati “in seconda fila”, fare squadra e lavorare per risultati, per obiettivi. Perchè il problema non è che l’Italia e le sue città non sono più belle. I paesaggi, le opere d’arte e le specialità culinarie sono sempre le stesse, sono quelle che fanno dell’Italia, come si dice, il “Bel Paese”… Dietro al turismo e alla promozione culturale ci sono immense opportunità di lavoro e di sviluppo e saremmo sciocchi, e anche un po’ masochisti, se non riprendessimo in mano la questione.

Parlavo qualche settimana fa con la Direttrice dell’Ostello di Bergamo (che vi invito a visitare), una persona che fa del suo lavoro la sua missione di vita e lo fa con amore e dedizione quasi maniacale. Lei mi diceva che le presenze erano in calo e che nessuno fa nulla per cercare di invertire la tendenza, nonostante l’immobile, finemente ristrutturato (quasi da 4 stelle al prezzo di una pensione) sia di proprieta della Provincia. Si sente sola in questa battaglia. Poi ho parlato con un amico che ha un Bed & Breakfast il quale mi dice va che nonostante avesse applicato una riduzione dei costi/camera i flussi diminuivano e che invece in altri Stati, nel suo settore, la “storia” era ben diversa (questo ci fa capire che i flussi non diminuiscono perchè diminuiscono le risorse dei turisti, bensì che le risorse si spostano altrove. I turisti scelgono di andare altrove).

Se vogliamo pensare seriamente al futuro non possiamo non occuparci di turismo, ambiente e cultura… Non saremo così folli da pensare che da un momento all’altro le industrie ripartiranno a ritmo da boom economico e ci sia, per magia, la “piena occupazione”. Il lavoro va creato e i settori più fertili sono in Italia questi…

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Un commento su “…camere vuote…

  1. Sa
    22 agosto 2013

    Blog molto interessante, sei tra i miei preferiti!

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Questa voce è stata pubblicata il 12 marzo 2013 da in opinioni con tag , , , , , , , , , , , .

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