danielelussana, insieme

insieme perché solo con il confronto e il dialogo riusciremo a trasformare la nostra delusione e la nostra rabbia in qualcosa che ci avvicini alla realizzazione delle nostre speranze…

…albero sano = frutto sano, albero non sano….

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All’Italia servirebbero tante riforme.

Certo, ma servirebbe un’ulteriore cosa, essenziale, assolutamente prioritaria (ma per questo non bastano le leggi e/o le riforme).

Servirebbe che i partiti, tutti, ritornassero o cominciassero ad essere organizzazioni serie, che insegnano ai propri candidati (ad ogni livello) cosa consisterà una volta eletti il proprio ruolo, che li introducano un po’ alla “burocrazia di base” e che soprattutto poi, in particolar modo quando si tratta di “prime esperienze”, li seguano e non li lascino da soli nel corso del mandato. Io invece assisto, partendo dai consigli circoscrizionali a salire che c’è tanta, tanta, tanta ignoranza e giungo a constatare che i partiti sostanzialmente accettano e alimentano il fenomeno e così facendo….. si creano “mostri”.

Mostri che nelle migliori delle ipotesi (quando quindi non fanno danni) non fanno altro che rallentare le già complicate e bizantine procedure perchè, non comprendendole e quindi interpretandole, caricano di superfluo ed inutile lavoro (su virgole ed eccezioni varie) i funzionari (malcapitati) di turno.
E’ ammissibile che un cittadino non conosca tutte le procedure e le regole della Pubblica Amministrazione. E’ grave, inconcepibile ed inammissibile che Amministratori eletti dopo anni di mandato non conoscano nemmeno le basi e i fondamentali riguardo alle procedure, che non comprendano nemmeno in parte come funziona un Ente Locale e come sono divisi e distribuiti competenze e poteri. E’ inammissibile che i partiti tollerino che dei propri eletti arrivino a percentuali di assenteismo prossime all’80% (e oltre), e questo è grave sia in Circoscrizione quanto in Senato. Serve rispetto per le Istituzioni, altrimenti di che cosa cavolo ci lamentiamo se poi tolleriamo questi atteggiamenti?

Senza una politica di qualità non ci saranno mai risultati di qualità, senza risultati di qualità sappiamo come vanno le cose… e allora? Ogni singolo cittadino deve pretendere un cambio netto di rotta da parte dei partiti, di tutti i partiti! E soprattutto deve rimpossessarsi dei partiti, abbandonando quelle esperienze personalistiche e ai limiti dell’idolatria.

La cosa ci tocca tutti e se in alcuni casi a rischiare di pagarne le conseguenze possono essere piccole associazioni che si preoccupano per la possibilità (grazie a questi geni) di non avere supporti per progetti portati avanti anche con l’obiettivo di colmare le lacune del pubblico ( sempre senza fini di lucro), altre volte, grazie a queste deficienze della politica, gli effetti sono più gravi e tangibili e a quel punto scatta, immancabile e puntuale, la lagna popolare di indignazione, purtroppo tardiva.

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