danielelussana, insieme

insieme perché solo con il confronto e il dialogo riusciremo a trasformare la nostra delusione e la nostra rabbia in qualcosa che ci avvicini alla realizzazione delle nostre speranze…

…andiamo a pezzi…

frana (1)

Sardegna. Morte e devastazione. Lutto e pianto di Stato. Servizi al tg che si ripetono negli anni, ad ogni catastrofe e calamità spunta l’italia del “dissesto idro-geologico”, dei 7000 Comuni a rischio (82% del totale), dell’abusivismo e dell’eccessivo consumo di suolo…. ma poi?

Indignati su indignati, pile di indignazione e milioni di testoline che fanno no, no…

A funerali avvenuti tutto torna come prima. Nell’antica Roma esistevano le “prefiche”, donne ingaggiate per piangere ai funerali le quali addirittura erano solite strapparsi i capelli e sfregiarsi in volto per la disperazione, anche per loro, come per noi, il giorno dopo: tutto finito.
Perchè una calamità naturale è una calamità naturale e “non ci si può far nulla”… alcuni ci dicono.

Sappiamo invece che quando un fiume straripa o una diga cede la colpa di qualcuno, e non di qualcosa, quasi sempre c’è. Ogni volta sentiamo frasi come: “è da anni che non si fa la manutenzione e la pulizia dei corsi d’acqua” oppure “la diga doveva essere ampliata già 5 anni fa ma poi i ricorsi, i ritardi…” o ancora “i nostri boschi non vengono più tenuti”…. e lo Stato che fa? Si limita al cordoglio e alle facce contrite e costernate? Sono ancora credibili quelle facce? Facce di persone che da lustri siedono “nella stanza dei bottoni” e che da sempre concentrano “gli sforzi” nelle emergenze e nei soccorsi invece delle manutenzioni, più utili ma “meno spendibili” a livello mediatico.
Si calcola che servirebbero circa 40 miliardi di € per le necessarie opere di manutenzione e messa in sicurezza delle migliaia di località a rischio, il Governo ha stanziato 180 milioni di € (in 3 anni) per tale scopo. Un po’ pochini direi. A questo si aggiunge il problema “Patto Interno di Stabilità” che impedisce ai Comuni in molti casi proprio di intervenire con opere di manutenzione ordinaria, e l’incuria come ormai è noto è il primo fattore di rischio in un Paese iper-cementificato e complesso sotto il profilo dei corsi d’acqua e da quello orografico e geologico.
Stando al ritmo degli interventi decisi dal Governo ed inseriti nella Legge di Stabilità (180 milioni in 3 anni) ci vorrebbero circa 600 anni per “mettere in sicurezza” la penisola, sempre che nel frattempo non riusciamo a comprometterla ulteriormente… e in 600 anni di cose ne possono succedere. Nel frattempo spenderemo più di 20 miliardi di € per i famosi F-35, aerei da guerra. Infatti la Difesa non ha conosciuto la spending-review e mentre in alcuni uffici si tagliava la fornitura di carta e acqua minerale in altri si ordinavano blindati ed aerei…

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Un commento su “…andiamo a pezzi…

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