danielelussana, insieme

insieme perché solo con il confronto e il dialogo riusciremo a trasformare la nostra delusione e la nostra rabbia in qualcosa che ci avvicini alla realizzazione delle nostre speranze…

…barboni…

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Il Comune di Bergamo installa braccioli sulle panchine di Viale Papa Giovanni XXIII per impedire ai senzatetto di usarle come giaciglio. No, non è un’operazione elettorale. Non può esserlo!

Quanto consenso si può generare e spostare con una simile proposta? Ad aver fiducia del genere umano poca, e poca ne arriverà (se non avrà addirittura un effetto “contraente” del consenso).

Quoto al 100% Alex Corlazzoli (Il Fatto Quotidiano – http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/28/bergamo-il-sindaco-e-la-lezione-delle-panchine-anti-clochard/965880/) il quale, da insegnante di professione, esamina l’iniziativa dal punto di vista pedagogico, vedendo (come la normalità suggerisce) uno Stato, e quindi un Comune, che con le sue azioni/scelte educa. Da input. Da interpretare e assimilare. E l’input “fachiresco” delle panchine anti-clochard di certo non insegna nulla di civile.

E chiaro che il problema (e la polemica) non è di natura economica. Non è lo “spreco” che brucia, è il gesto.

Una norma “anti-clochard”. A qualcuno daranno fastidio e quindi, oltre a non dare loro strumenti primari di “sopravvivenza”, togliamogli anche il “posto-letto”. Del resto loro non hanno sindacati o partiti che ne tutelano i diritti.

E così, come riportato da alcuni quotidiani (locali e nazionali), nella via dedicata al Papa Buono, nella settimana della sua Canonizzazione, nella città che ne celebra più di altre la santità, ecco i “braccioli anti-clochard”…. (si dice ispirati da un precedente simile adottato dal sindaco di Verona Tosi…. quale buona musa…).

Eh gia, dobbiamo sopportare questa ennesima trovata leghista. Aggiungerla alla già grottesca rassegna stampa che ci riguarda. Dopo le magliette anti-Maometto e “l’Orango-story” di Calderoli e gli ormai celeberrimi Ultras (i più ricercati e corteggiati da “certi” politici nostrani) la nostra Bergamo ritorna in prima pagina. Grazie.

Ora, in pieno “delirio” pro-Papa Francesco, mentre lo si decanta e lo si celebra per la sua umanità e la sua sensibilità nei confronti degli “ultimi” (anche io sono un fan di Bergoglio, lo ammetto), i cristianissimi difensori dei crocefissi e delle (cristiane) tradizioni e origini, quelli che non si perdono una messa… mi cadono su uno dei principi della cristianità stessa: Ama il prossimo tuo come te stesso (e aggiungo, anche se è un barbone… anche i barboni in senso di “poveri di spirito”).

Tanto vale seguire la proposta di Salvini che nel 2009 propose carrozze separate sui metro a Milano (vagoni bianchi e vagoni neri)… o fare addirittura come Borghezio che le carrozze le disinfettava di persona con spray e straccetto… e via di apartheid (a tal proposito mi domando con che faccia pochi mesi fa molti di questi “cristiani” celebravano la memoria del grande Mandela).

Come ho detto all’inizio questa questione dovrebbe essere stralciata dal “contesto elettorale”. Non deve “fare brodo” per questo o quel candidato o essere un semplice elemento di dibattito sul quale si spostano voti ed equilibri. Questa è una questione di cultura e civiltà.

Il problema non è che qualcuno dorma sulle panchine. Il problema è che ci sono persone che non hanno alternative e che si trovano a dover scegliere per il sonno tra una panchina, uno sportello bancomat, piuttosto che un porticato, rischiando di essere magari anche molestati e picchiati da ragazzini annoiati (la cronaca ci è testimone: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/pestaggio-a-genova-45db1898-2cc3-40bf-b303-8c5d1c82eb92.html).

La politica dovrebbe occuparsi di trovare soluzioni per permettere a chi vive in certe condizioni di poter sperare in un esistenza più dignitosa e non semplicemente “nascondere la polvere sotto il tappeto” allontanando il problema dal centro cittadino.

Sveglia, siamo nel 2014 e il “barbone dei giorni d’oggi” non è più l’ubriacone/tossico che fino a pochi anni fa, seppur con una sbagliata generalizzazione, veniva “etichettato” e riconosciuto come tale, fa comodo pensarlo ma non è così.

Il barbone di oggi magari sei mesi fa aveva una famiglia, un’azienda, uno stipendio. Il barbone di oggi può essersi giocato tutto alle slot (che lo Stato “supporta e sostiene”… da “socio occulto), può essere stato spolpato da banche ed Equitalia, può essere stato truffato…

Il barbone di oggi (come quello di ieri… e quello di domani) è una persona che è rimasta indietro. Nessuno si è fermato ad aspettarlo. E’ diventato un peso, un fastidio.

Il barbone, il vagabondo, il mendicante, l’accattone, il pezzente, lo straccione, il miserabile, l’emarginato, l’indigente, il senzatetto… invece è una cosa che da fastidio vedere e che quindi va nascosta.

Se non ci fosse il mondo dell’associazionismo e del volontariato questa moltitudine di invisibili sarebbe costretta a delinquere per mangiare e per dormire, a quel punto, magari preferirebbe casa vostra alle panchine. Con o senza bracciolo.

Spero ci sia una marcia indietro rispetto a questa iniziativa e che la situazione sociale di queste persone, come quella dei giovani disoccupati, dei cinquantenni senza lavoro/pensione e del “popolo delle partite iva” venga trattata in modo serio e concreto.

Spero “nell’animo cristiano” di chi ci amministra e chi ci amministrerà… che sia, almeno per una volta, sincero e generatore di buone proposte e meno ruffiano, stile “messa con il vestito buono la domenica”.

 Anche perchè… non si sa mai nella vita… Ocio…

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