danielelussana, insieme

insieme perché solo con il confronto e il dialogo riusciremo a trasformare la nostra delusione e la nostra rabbia in qualcosa che ci avvicini alla realizzazione delle nostre speranze…

…fOrse troppo…

orso_compAppare sempre più evidente, ogni giorno, ogni settimana che passa.

L’uomo del terzo millennio ha bisogno di continue “spinte emotive” per stare bene con se stesso e sentirsi in sintonia con “la società”.

Come se avesse preso le sembianze degli apparecchi che crede di poter dominare, l’uomo ha bisogno di continui input per “essere”, o meglio questa forse è ciò che vuole credere.

Essere conformi, accettati, inquadrati in una categoria con annesso bagaglio/patrimonio “valoriale” e “morale”, da indossare come divisa aldilà delle proprie vere riflessioni e conclusioni.


Accettiamo di aderire a posizioni e idee formulate da altri, avendo per giunta l’arroganza di pensare di sapere “i perché” che hanno portato alla formulazione di quella tesi.
E così plachiamo questa fame, questo bisogno di “partecipare” (anche se preferisco usare questo temine in contesti più “positivi”) dicendo la propria (che non è… proprio “la propria”), accodandoci al filone del sì piuttosto che a quello del no, alla proposta x, o di fronte all’ennesimo annuncio y.

E’ chiaro che questa continua necessità di prendere posizione ci fa trascurare una fase importante del “decidere” stesso. Il processo stesso di “scelta” non può prescindere da un momento di analisi interna, di ragionamento, di esplorazione di altre conclusioni o possibilità. Ecco, aderendo per partito preso ad una tesi, senza una personale, vera e intima convinzione si arriva ad essere non più esseri senzienti e “liberi” bensì “ripetitori“.


Il caso dell’Orsa Daniza è emblematico ed è una rappresentazione fedele di quanto sopra, con l’aggravante che in questo caso le riflessioni e i commenti di insofferenza e di condanna da parte di chi, in modo sincero e rispondente alle proprie sensibilità, ha “sentito” di esprimersi sono stati in qualche modo soffocati da quelli decisamente “fuori-misura” che hanno portato il dibattito a sfiorare il ridicolo. Esprimersi in modo deciso denunciando delle gravi mancanze nella gestione del caso della famiglia di orsi in questione è una cosa, chiedere le dimissioni di Ministri un’altra. Si rischia con queste richieste spropositate di dimenticare le vere responsabilità, che purtroppo per chi vuol sempre i “nomi grossi”, sono molto più in basso, e a mio avviso partono dagli stessi Veterinari che hanno seguito gli animali in queste settimane (e che hanno somministrato l’anestetico che ha provocato la morte di “mamma Orsa”).

In questo caso (come sempre più spesso accade) il troppo rumore provocato da chi “si è voluto aggiungere” ha coperto le riflessioni di chi forse è meno interessato ad utilizzare il fatto per altri scopi.

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Questa voce è stata pubblicata il 16 settembre 2014 da in opinioni con tag , , , , , , , , , , , , , , .
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