danielelussana, insieme

insieme perché solo con il confronto e il dialogo riusciremo a trasformare la nostra delusione e la nostra rabbia in qualcosa che ci avvicini alla realizzazione delle nostre speranze…

…la resa dei (rendi)conti…

resadeirendiconti

Sono sempre stato per “la fine dignitosa”, sia per quanto riguarda gli esseri umani che per quanto riguarda le “cose” che riguardano gli esseri umani.

Fa male e fa del male quando un’attività commerciale è costretta a chiudere, ad abbassare le saracinesche per non rialzarle più. Dopo aver combattuto invano la crisi….le Banche e, spiace dirlo, anche lo Stato.

Fa male, e in questo caso fa male proprio a tutti per riflesso, quando un’organizzazione politica (partito, movimento o anche sindacato) non riesce a fermarsi e a scegliere di morire con dignità, senza perdere pezzi aspettando di diventare un rottame da riciclare.
Di partiti se ne stanno “spegnendo” diversi, ognuno con le sue isterie, canti del gallo, personalismi…
Quando si tratta di partiti logorati dalla seconda Repubblica la cosa ci sembra anche naturale. Quando invece va a pezzi “l’ultimo arrivato” che doveva “pensionare” gli altri, gli zombies… le cose cambiano.

E’ il caso del Movimento 5 Stelle.
Non prendiamoci in giro, non cerchiamo nemmeno un istante di pensare che sia stata colpa di Pizzarotti oppure della vicenda dei rendiconti di alcuni Parlamentari pentastellati a portare a questa agonizzante situazione.

Per quanto mi riguarda già lo scorso Febbraio avevo sottolineato quanto il Movimento stesse rischiando di subire le conseguenze di quella particolare conduzione e dei condizionamenti applicati sullo stesso da parte di Grillo & Casaleggio.
Non posso definire quei miei pensieri qualcosa di profetico, poichè allora diversi “grillini della prima ora” si erano già disincantati e defilati, e forse lo stesso Beppe Grillo era già “un po’ stanchino” e intollerante verso le altre “menti pensanti”.

L’emorragia delle “menti pensanti” da allora non si è mai arrestata, chi autonomamente e chi “con il foglio di via”, così la bolla insieme alle speranze si sono sgonfiate e in molti hanno evidenziato la “morte clinica” se non della struttura, almeno della mission e dello spirito fondante del M5S. Anche il motto “Uno vale Uno” si scontra con la dura realtà che è fatta di molti zeri, purtroppo.

Perchè con un Grillo stanchino e visibilmente sempre più infastidito e disinteressato alle “vicende politiche” gli attivisti (quelli rimasti) non prendono atto della situazione e coerenti con i loro stessi principi che li avevano trasformati in “cittadini attivi”, non “mollano” il comico genovese e quello che di fatto è un progetto chiuso, abortito?
Perchè non capitalizzano il “buono” emerso in questi anni e l’esperienza acquisita per creare proposte che veramente prescindano dal dogma del “leader carismatico” e/o del “Padre nobile”?

Certo, ci vuole coraggio. Ma è proprio in chi ha scelto di “concedersi” seppur per un breve periodo della propria vita al servizio della comunità all’interno delle Istituzioni che si deve pretendere questo coraggio.

Diversamente verranno lentamente assorbiti da quegli stessi partiti il cui superamento stava alla base della “genesi a cinque stelle”… e a quel punto vien da dire: “tutti a casa…. pure voi!”.

Come ho già avuto modo di dire, in Parlamento gli eletti del Movimento 5 Stelle hanno depositato numerosi Disegni di Legge vermanete interessanti e potenzialmente utili al Paese. Al netto delle dimostrazioni colorite (che a me non piacciono e che trovo irrispettose verso le Istituzioni e gli italiani) sono emerse proposte serie e di qualità.

Il fatto che molte di queste proposte non abbiano trovato strada facile non possiamo almeno in buona parte non imputarlo direttamente all’altalenante e ingombrante figura del comico genovese e del “guru” Casaleggio.

Insomma, quando un partito/movimento nel terzo millennio, in Occidente, comincia a definire “dissidenti” chi non è “in linea” con il (non)leader, quando si usa con una facilità quasi sovietica la gogna e le espulsioni per mantenere l’ordine interno, quando proibisce ai suoi eletti di interagire con i Media etc… etc.. quel partito non può più offrire nulla di buono per la comunità, a quel punto ne diviene solo un altro dei tanti problemi.

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