danielelussana, insieme

insieme perché solo con il confronto e il dialogo riusciremo a trasformare la nostra delusione e la nostra rabbia in qualcosa che ci avvicini alla realizzazione delle nostre speranze…

…olimpiadi…

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Olimpiadi in Italia nel 2014? Perchè no?

In queste ore si sono formati i soliti schieramenti del sì e del no e, come da abitudine, si leggono poche riflessioni costruttive e che “rimangono nel tema”.
Sul fronte del no c’è chi non trova inopportuno all’indomani (o forse solo all’inizio) degli scandali “Mafia Capitale” affrontare un’impresa tanto impegnativa e così potenzialmente appetibile per “gli addetti del malaffare”, c’è chi (giustamente) ricorda la cattiva gestione (e l’eredità) lasciata dal Mondiale di Calcio di Italia 90, dalle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 o, le ancor più recenti (e scandalose) esperienze dei Mondiali di Nuoto di Roma 2009, di Expo 2015 e così via…

Se ci si fermasse all’analisi della questione limitandosi a guardarla solo da quella prospettiva sicuramente anche io mi unirei al coro del No… ma dietro a quel “No” io ci vedo la solita abitudine alla strumentalizzazione per colpire “l’avversario politico” tipica dei nostri “leader” politici. Come al solito non si discute sulla e della questione ma si discute su chi l’ha messa sul tavolo.
Io credo che questo Paese, guasto in tutto, anche nei suoi abitanti, abbia bisogno di obiettivi e sfide. Di certo quella Olimpica, soprattutto per le modalità proposte da Renzi, lo è e a differenza della mancata candidatura sancita dal Governo Monti per i Giochi del 2020 (una delle pochissime cose su cui sono stato d’accordo con l’ex Professore bocconiano), dove mancavano completamente i presupposti, in questo caso credo che possa servire veramente da stimolo “decisivo” per provare a “cambiare rotta”.
Non parlo solo dei riflessi su comparti come l’edilizia o il turismo, parlo di ristrutturazione generale di un sistema, di un “salto nel presente”, di un movimento verso quella che altrove è la normalità.

L’Olimpiade quindi come occasione per ridefinire procedure, priorità e modus operandi, per rimetterci in linea con gli standard di efficienza del resto dei Paesi “civilizzati”.

Mi piace anche l’idea di “rete” avanzata dal Presidente del Consiglio in merito alle location coinvolte nell’evento, anche se io avrei osato di più e avrei coinvolto anche altre Regioni.

Certo, dobbiamo partire dalla consapevolezza che in Italia ci sono enormi problemi di corruzione, di inefficienza dei servizi pubblici, di sprechi, di mancata cura del territorio, di povertà, di ineguatezza del sistema educativo, di arretratezza in campo delle infrastrutture… ma io vedo questa “opportunità” come uno stimolo per andar ad agire su questi aspetti…. O almeno credo sia logico farlo, e ad ogni modo troverei stupido, una volta presentata ufficialmente la candatura, il remare contro al proprio Paese per questioni di politica interna.

L’alternativa è fermarci (e arrendersi) alla costatazione che “dato che tutto va male” non dobbiamo pensare o sognare i cinque cerchi, preferendo che la corsa continua al “vantaggio” da parte del “leader” di turno si svolga non nella ricerca di soluzioni ma nell’enfatizzazione delle presunte incapacità altrui (dimenticando spesso, Salvini docet, le proprie e la propria storia politica).

Ci sono diversi modi per affronatare questa sfida e di certo tutti dipendono dallo “stato di partenza” delle cose.
In Grecia l’Olimpiade del 2004 sono state organizzate “all’italiana” e sono divenute ulteriore zavorra per un Paese che era già ampiamente compromesso. La cattiva gestione operata dai greci ha sicuramente pesato sul destino che pochi anni dopo avrebbe segnato quella terra.
Sochi in Russia, che ha ospitato gli ultimi Giochi Olimpici Invernali ha invece adottato strategie opposte e ha addirittura convertito gran parte degli impianti in un avveniristico circuito di Formula Uno. Londra, sede degli ultimi Giochi Olimipici Estivi ha dovuto ridimensionare in corsa progetti e impegni alla luce della crisi economico-finanziaria che toccava il suo apice proprio durante la sua preparazione.

L’Italia potrebbe offrire una formula ancora diversa, potrebbe sfruttare l’occasione per “sistemare” anche altre cose, proprio nel ricordo dei tanti colpevoli fallimenti di cui è stata vergognosa protagonista nel recente passato.

Chiaramente tutto il mio ragionamente vale e ha senso se in questa vicenda non ci vanno a mettere le mani i soliti gruppi di faccendieri e di personaggi para-politici… ma la sfida principale sta a mio avviso proprio in questo, a meno che qualcuno non sia veramente convinto che basti aumentare pene e ridurre i tempi di prescrizione per sconfiggere il malaffare in questo Paese di furbi…

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