danielelussana, insieme

insieme perché solo con il confronto e il dialogo riusciremo a trasformare la nostra delusione e la nostra rabbia in qualcosa che ci avvicini alla realizzazione delle nostre speranze…

…grigi (ma abbronzati)…

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…il solito Festival, grigio… forse questa volta giusto un po’ più abbronzato… (è proprio vero che le lampade invecchiano)…

Ogni anno mi impongo e mi prometto di non guardare Sanremo… poi almeno per una delle sere infrango la promessa…. è accaduto così anche ieri sera, l’ho visto, in frammenti di 10 minuti l’uno e per un totale di un’ora spalmata su tre…

Poche parole: Canzoni poco entusiasmanti…. qualcuno potrà dire “sai che novità…”, ma per esempio nell’edizione dell’anno scorso ho molto apprezzato i Pertubazione, Rubino, Gualazzi & The Bloody Beetroots e non mi era dispiaciuto nemmeno Sarcina, quest’anno invece non sono rimasto colpito (piacevolmente) veramente da nulla e da nessuno…

Per il resto Conti non mi è piaciuto, nella sua retorica e nel suo essere perfettamente in linea con lo stile “nazional-popolare” proprio del Festival… vogliamo poi parlare di Al Bano e Romina o della super-famiglia Anania (per carità, nulla contro le famiglie numerose, anzi…. però c’è modo e modo”, sembrava una puntata di “A Sua Immagine”)?

Preferivo l’edizione 2014 e a quella ne preferivo altre, ma i dati Auditel di stamane dicono che gli italiani con i loro telecomandi hanno deciso che questa edizione si può già considerare “un successo”…. bah… se la qualità la deve decidere un sondaggio siamo freschi… eppure molti la pensano così… se sei “gradito” allora automaticamente sei capace, meritevole, quindi “di successo”. Di questa abitudine abbiamo parecchi esempi, in ogni campo, basti pensare a quanto “guadagna” in consenso la figura di Salvini ogni settimana, nonostante storia e contenuti…
Poi, per carità… questione di gusti… spero solo siano scelte ragionate…

Ritornando (e chiudendo) a Sanremo, veramente non riesco a capire come abbiano potuto, con tante teste e budget a disposizione, concepire in quel modo la struttura e i contenuti di questa edizione. La “solita” valletta spagnola, vestita di rosso, che parla di tori, il “solito” gruppo straniero che decanta la pasta, la solita ritualità da Sagrestia…. il solito condensatore conformista che dipinge quello che dovrebbe essere l’italiano medio, anche se poi animali di quella specie se ne vedono il giro pochi… ma lo sappiamo, Sanremo è come Natale, finto e svuotato del contenuto originale. Per il Natale il significato della Natività e dei valori (quelli veri) ad essa collegati, per il Festival la musica e la cultura in generale…

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