danielelussana, insieme

insieme perché solo con il confronto e il dialogo riusciremo a trasformare la nostra delusione e la nostra rabbia in qualcosa che ci avvicini alla realizzazione delle nostre speranze…

…berga[MO]vida 2.0…

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La “saga” di Borgo Santa Caterina, le sue caratteristiche (e controverse) controversie tra commercianti e Comune, le sue guerre di e da comitato sono entrati nella normalità di questa città. Da emergenza da affronatare (divenuta tale proprio perchè manca programmazione in città) a normalità da sopportare… Credo che si possa fare di più e meglio.

E’ innanzitutto sbagliato trattate la questione considerandola e apostrofandola come problema. In realtà si tratta di un ampio fenomeno, tutt’altro che negativo, che da evidenza all’espressione di mercato nel quale la “domanda” trova la corrispettiva “risposta”…. chiaramente dove questa esiste.

Occorre quindi guardare questo fenomeno come un processo socio-culturale che se trattato in modo “corretto” potrebbe portare “a cascata” ricadute positivi in diversi ambiti, quali quello culturale, del commercio e, addirittura, quello relativo alla sicurezza.
Per fare questo bisogna considerare tutta la questione, analizzandola da un punto di vista più completo che consenta di governarne gli effetti in modo concreto, costruttivo r risolutivo, cercando di abbandonare la strategia delle sanzioni e delle ordinanze “ad ampio spettro”, che, anche quando legittime, colpiscono il più delle volte anche chi tra gli esercenti dimostra, e ha sempre dimostrato, impegno e disponibilità per ridurre i disagi causati da certi comportamenti assunti da alcuni degli avventori dei locali della via (andando di fatto a supplire alle mansioni di ordine pubblico e pulizia che sarebbero di altra competenza).
Va considerato altresì “problema”, la scarsità dell’offerta in città, offerta che risulta concentrata in poche e singole vie/borghi… con le conseguenze del caso.


Una prima possibile soluzione a questa annosa questione potrebbe proprio arrivare dall’osservazione e dall’analisi dell’offerta complessiva degli esercizi commerciali che in città hanno come core-business la somministrazione di cibi/bevande e/o l’intrattenimento serale.
Poichè, come detto, il “caso Santa Caterina” ha proprio come “causa principale” l’esser rimasta praticamente l’unica “area di svago serale” dove poter trovare una vasta scelta di soluzioni per passare una piacevole serata in compagnia (non esistono altre aree con pari concentrazione in città), vanno cercati altri contesti, nei quali far confluire parte della domanda, “spalmando” di conseguenza (oppure attenuando fino a livelli poco percepibili) i disagi, propri della concentrazione, della mancanza di organizzazione e della insufficienza del supporto della P.L. dovuto a motivi quasi esclusivamente sindacali ed economici.

Perchè quindi non immaginare di “distribuire l’offerta”, anche con soluzioni temporaanee (regolate da Bando e magari rivolte agli stessi operatori che già hanno attività nel territorio cittadino) in zone che riescano a “sopportarne” gli effetti?

Personalmente da tempo ho maturato e mi sono convinto della bontà di una proposta, uno spunto che sarei felice qualcuno considerasse o provasse a vagliarne la fattibilità.

Mi riferisco all’idea di adibire l’area compresa tra Piazza Libertà e il complesso del Quadriportico (Sentierone), fino al Teatro Donizetti a luogo dedicato all’intrattenimento cittadino.

Quest’area scarsamente abitata (sono quasi tutti uffici o negozi) presenta problemi di sicurezza (vedi “spaccate” ad alcuni negozi al Quadriportico, ultimo dei quali Curnis, questi ultimi sicuramente imputabili anche al fatto che la stessa appare deserta dalle 20 in poi)e  sarebbe veramente ideale per sviluppare un nuovo centro dedicato ai giovani (e meno giovani) che vogliono vivere la città dopo la chiusura dei negozi…

Qualche mese fa il Sindaco Gori ha lanciato una proposta che poneva come obiettivo la ricollocazione della GAMeC all’interno della “Casa della Libertà”, l’edificio di epoca fascista che domina l’omonima piazza, ridando alla stesso (e alla stessa) dignità nel contesto culturale cittadino, senza nulla togliere all’esperienza dell’Auditorium che, seppur positiva, appare limitata rispetto alle potenzialità di quel “contenitore”. Perchè non fare un ragionamento che vada oltre l’edificio del Bergonzo?

Piazza Libertà già ospita durante l’anno diverse “presenze” legate ad altrettante manifestazioni. Basti pensare alla pista di pattinaggio nel periodo delle feste natalizie, ai “palloni” installati durante il Bergamo Film Meeting oppure il campetto di calcetto durante l’estate… non sarebbe quindi una novità per quel selciato ospitare momenti di intrattenimento.

area movidaSi tratterebbe in sostanza di estendere a tutta l’area (come detto prima: da tra Piazza Libertà e fino al Teatro Donizetti) la possibilità di organizzare iniziative con una logica e obiettivi organici e comprensibili. Grazie inoltre ad una chiusura temporanea della Via Petrarca durante lo svolgimento degli eventi si potrebbe ottenere un’unica area, una grande piazza, sicura e adatta ad ospitare giovani, meno giovani e famiglie.
All’interno di questa “grande piazza” si potrebbe organizzare la “nuova movida”, entro la quale far confluire o comunque ospitare anche altre attività di promozione culturale attivando una collaborazione con la galassia di associazioni operanti nel territorio cittadino , cercando e promuovendo momenti di incontro anche tra le iniziative portate avanti dal Comune o da altri Enti pubblici e quella particolare parte di popolazione (non per forza “giovani”) che verrebbe (anche fisicamente) facilmente approcciata.


Infine, se (come spero) l’operazione Ex Caserma Montelungo andrà in porto, si stima che “lo studentato” potrà portare circa 300/350 studenti in loco… pensate che alle 20.30 spegneranno tutti la luce e andranno a nanna?.

A quel tempo sarà inevitabile un serio ragionamento circa lo stato dell’offerta che la città risce a mettere a soddisfazione della relativa domanda… tanto vale ragionarci per tempo… A meno che non pensiamo che Santa Caterina possa sopportare un ulteriore iniezione di nuova utenza…

Chiaramente questa mia è solo una proposta, da sola non “risolve tutti i problemi connessi”…
Partiamo da una situazione abbastanza sonnecchiante della città e qualsiasi sussulto potrebbe essere a sua volta stimolo per ulteriori e/o migliori iniziative…

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Un commento su “…berga[MO]vida 2.0…

  1. fabiogregorelli
    25 marzo 2015

    Ciao Daniele. Noi del M5S abbiamo sollevato il fatto che uno dei problemi è la concentrazione di locali e quindi lo svago giovanile in un’unica zona della città e che bisognerebbe appunto distribuirla. Ovviamente la libertà non è fare ciò che si vuole calpestando quella altrui ma si basa sul rispetto l’educazione e il buon senso. Potrebbero sembrare parole scontate o banali ma questi requisiti scarseggiano sempre più attorno a noi.
    Mesi fa abbiamo presentato sul tema in questione una Mozione cercando di creare un tavolo di lavoro e di discussione che potesse coinvolgere tutte le parti sociali, (commercianti, abitanti, giovani e l’amministrazione) per riuscire a trovare un punto d’intesa. Questa mozione è stata bocciata a favore dell’ordinanza sugli orari. Ma la sentenza del TAR presentata dai commercianti ha sentenziato il percorso che noi chiedevamo.

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