danielelussana, insieme

insieme perché solo con il confronto e il dialogo riusciremo a trasformare la nostra delusione e la nostra rabbia in qualcosa che ci avvicini alla realizzazione delle nostre speranze…

…sono solo statuine…

presepe

I pastori, le pecorelle, il pozzo e i portatori d’acqua, le casette e le botteghe degli artigiani (Betlemme doveva essere una gran bella megalopoli)

Sarà che sono sempre stato appassionato di Lego, sarà che ho sempre considerato una vera e propria forma d’arte la composizione del presepe, e mi vengono in mente ricordi nei quali insieme a mia mamma, in questi periodi, passavamo un’intera domenica ad occuparci delle montagne e dei laghetti da realizzare e discutevamo sul posizionamento dei vari personaggi che componevano il paesaggio.

Ricordo anche con affetto che un mio zio, ora scomparso, ogni anno ne realizzava uno diverso, ci metteva tanto impegno e passione, costruiva e curava personalmente ogni aspetto di quell’enorme “plastico quasi monumentale” che occupava quasi tutta la mansarda… di fatto era la sintesi di quello che per me era il Natale. Stare insieme, fare cose speciali… una gran festa.
Mi si raccontava che si festeggiava la nascita di un Dio fatto uomo esempio e simbolo di amore e di giustizia… Per me, bambino, era una cosa magica. Ne ero rapito.

Negli anni poi, pur restando rispettoso di qualsiasi altrui credenza o superstizione, ho maturato un ragionevole ateismo, ora mi limito ad apprezzare chi, in queste occasioni, vuole preservare la semplicità di quei gesti, senza appesantirli di altri significati o, peggio ancora, inquinarli con “l’orgoglio di un’identità”, arrivando al limite estremo del mercimonio del loro stesso Dio. Invece ogni anno è polemica e il “caso-presepe” prende spazio su media e social.

Forse sbaglio a pretendere di parlare di logica di fronte al trascendente, ma è difficile non pensare che chi si impegna nella “difesa” (come se ci fosse, da qualche parte, un attacco o un attaccante…) di questa “tradizione cristiana” debba essere, come minimo, anche un attento praticante e osservatore dei contenuti evangelici. Invece sono proprio le facce e le voci di quei personaggi che nel resto dell’anno si presentano (su tutti gli schermi e a tutte le ore) come l’antitesi del messaggio cristiano che, puntuali come le luminarie delle vie commerciali, irrompono nella scena in strenua difesa del plastico divino.

Potrebbero farlo argomentando che il presepe, nella forma che conosciamo oggi, è una “tradizione” nata nel XII sec. d.C. proprio in quella che oggi è l’Italia, oppure che il tema della Natività ci ha regalato nell’arte pittorica dei capolavori assoluti (Botticelli, Giotto, Caravaggio…). E invece no. Il punto, secondo questi pseudo-cristiani, è l’identità. Ciò che conta è mantenere delle abitudini per illuderci di essere impermeabili al resto del mondo, cercare sicurezza come fanno i ricci… o peggio gli struzzi.

Questa e la minestra che, in un crescendo grottesco, signori come il segretario della Lega Matteo Salvini cercano di somministrarci con ogni mezzo, dal sit-in al social, per convincerci che ci serve qualcuno che “ci difenda”, che difenda il nostro cibo (dimenticando che la cucina italiana è grande proprio perchè nasce da infiniti incontri con le altre culture, in primis quelle de mediterraneo… altrimenti qui a Bergamo con la sola polenta saremmo tutti morti di gotta), la “nostra” religione (perchè uno Stato e un Papa da soli non ce la fanno?) o il crocefisso (come de Dio, per chi crede, non fosse comunque in ogni luogo…).

Come succede spesso nelle “vicende umane” ad un certo punto arriva l’irruzione prepotente che rovina tutto, la volontà, in questo caso, di far strumento un rapporto che nel III millennio dovrebbe trovar casa nell’intimità personale di ognuno, l’irruzione di chi vuol trarre vantaggio esasperando i toni (e i gesti), di chi vuole accendere inutili e pericolosi fuochi in un mondo già troppo caldo.

In fondo, fatte le giuste proporzioni, in termini di prepotenza e di sfruttamento della ingenuità di quelle persone più sensibili (per innocente semplicità e altre molteplici cause) a certe questioni, il metodo dei vari Salvini e affini non si differenzia molto da quello di certi certi integralisti islamici che praticano, predicano e credono nell’odio nei confronti di chi “è altro” e diverso rispetto a loro.

Fortunatamente questo finto integralismo cristiano (finto cristiano ma non finto integralismo) poi si dissolve all’Epifania, forse anche a Capodanno… Finita la festa ritorna la ruspa e si ricomincia. Serve giusto a raccattar qualche voto e a rovinare qual poco di sano rimasto di questa ricorrenza.

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